L’entusiasmo è fondamentale per chi lavora nel mondo delle vendite
Sarà banale dirlo, ma l’entusiasmo è un ingrediente fondamentale per agire e far agire. Probabilmente l’ingrediente primario. È una forza che viene da dentro, che ci fa sognare, immaginare, costruire. La visione, quella che ci permette di vedere oltre l’orizzonte, è alimentata proprio dall’entusiasmo.
Nella mia vita lavorativa, osservando me stesso e gli altri, ascoltando i miei desideri e quelli degli altri, ho capito che senza entusiasmo non si va da nessuna parte. Certo, i soldi e i successi economici sono importanti, ma credo fermamente che siano una conseguenza dell’entusiasmo, non il contrario. Senza questa scintilla interiore, tutto perde di senso e di slancio.
L’entusiasmo: una scintilla che non si può dare
L’entusiasmo è un po’ come il coraggio manzoniano di Don Abbondio: “…uno non se lo può dare.” È un’ispirazione che, davvero, nasce da dentro, spesso senza un motivo apparente. Forse il nostro cervello ha messo insieme una serie di mattoncini che, improvvisamente, fanno esplodere questa energia creativa.
Chi si distingue, chi lascia un segno, lo fa grazie all’entusiasmo. Che si tratti di un imprenditore, di uno studente o di un impiegato, è l’entusiasmo a fare la differenza. Nel mondo delle vendite, in particolare, è il parametro fondamentale: ci dice non solo come e quando andare avanti, ma anche quando è il momento di fermarsi, di troncare rami secchi e liberarsi di zavorre.
L’entusiasmo iniziale e il suo trasmettitore
Spesso si parla di entusiasmo iniziale, quello che vediamo nei giovani o in chi affronta qualcosa di nuovo. È una sensazione straordinaria, ma troppo spesso ci si concentra sulla persona e non sulla causa scatenante. Quel giovane, o quella persona, deve ringraziare qualcuno che ha trasmesso loro quella scintilla. E, paradossalmente, molti “trasmettitori di entusiasmo” non si rendono nemmeno conto di questa loro capacità e non la sfruttano a pieno.
Attorniarsi di persone entusiaste sarebbe fantastico, ma non è sempre possibile. E non è colpa di nessuno. Chi non è entusiasta non è necessariamente negativo: forse deve ancora trovare il suo entusiasmo, il suo perché.
Il conflitto tra entusiasmo e apatia
Quante volte ci si arrabbia perché dentro di noi c’è una carica atomica di entusiasmo e dall’altra parte vediamo il vuoto, l’apatia? È un momento cruciale, in cui si rischia di prendere decisioni sbagliate, spinte dalla frustrazione. Insistere, accanirsi, voler a tutti i costi trascinare gli altri nel nostro entusiasmo può portare a relazioni tossiche, dove l’altra persona diventa un punching ball per sfogare le nostre tensioni.
Un esempio storico emblematico è il massacro di Verden nel 782 d.C. Carlo Magno, con grande entusiasmo, provò a diffondere il Cristianesimo tra i Sassoni. Ma il loro entusiasmo per il paganesimo era più forte. Di fronte alla resistenza, Carlo Magno scelse la forza, con esiti devastanti. Questo episodio ci insegna che pretendere entusiasmo dagli altri è una strada pericolosa. Tagliare la testa a 4.500 Sassoni non è proprio cosi entusiasmante.
Il coraggio di troncare.
Quando ci troviamo circondati da persone prive di entusiasmo, la scelta più saggia è spesso quella di troncare. Con dolore, ma in tempo, quando i rapporti sono ancora civili. Lasciare che una relazione senza entusiasmo prosegua porta solo a conflitti e false motivazioni che rendono ogni separazione più difficile.
L’entusiasmo e la visione del futuro
Ogni volta che sento un forte entusiasmo, nella mia mente visualizzo momenti che poco hanno a che fare con il denaro. Immagino la felicità condivisa, il bene fatto a me stesso e a chi mi circonda. Questo è il vero potere dell’entusiasmo: una forza che ci spinge a costruire qualcosa di positivo per il futuro.
Steve Jobs ne è un esempio. Il suo entusiasmo maniacale per i dettagli, come i caratteri di un programma di scrittura, non era fine a sé stesso, ma orientato a chi lo circondava. Il suo entusiasmo ha trasformato idee in realtà rivoluzionarie. Chi non aveva quell’entusiasmo non poteva far parte del team, semplicemente perché avrebbe rallentato la realizzazione della visione che lo stesso Jobs aveva.
Conclusioni: il potere dell’entusiasmo puro
L’entusiasmo non deve essere sottovalutato, mai. È una forza pura, fatta di energia e visione. Ma deve essere sano, alimentato da principi solidi. Visualizzare il risultato finale, gli effetti positivi, è essenziale per mantenere viva questa scintilla. Tutto ciò che si interpone tra entusiasmo e risultato deve essere affrontato con coraggio: meglio chiudere, meglio troncare, meglio lasciarsi alle spalle ciò che non condivide il nostro slancio.
Nel mondo delle vendite, e nella vita in generale, senza entusiasmo non si può cambiare, non si può crescere, non si può creare. L’entusiasmo è il vero motore del cambiamento. Se nel luogo dove ti trovi hai provato in tutti i modi a tenere accesa la fiamma dell’entusiasmo, ma la fiamma si sta spegnendo è il momento di trovare un nuovo entusiasmo. Se fai parte di un team, di una organizzazione, di una società e non hai entusiasmo oppure tu hai entusiasmo, ma chi ti circonda no, tronca finché sei in tempo. Tronca per il tuo bene ed il bene ed il rispetto anche di chi non ha il tuo stesso entusiasmo.
Ricordiamoci che la parola entusiasmo deriva dal greco antico ἐνθουσιασμός (enthousiasmós), che a sua volta si basa sul termine ἐνθουσιάζειν (enthousiazein), composto da:
- ἐν (en), che significa “dentro”
- θεός (theós), che significa “dio” o “divinità”
Letteralmente, il termine significa “avere un dio dentro di sé” o “essere ispirati da una divinità”.
Non è banale, non è un pensiero ridicolo, ne stupido, ne infantile, dipende tutto da noi stessi. Accendere, attivare, ri-attivare “un Dio dentro di sé” o “essere ispirati da una divinità” è quello che ci farà la differenza in qualsiasi luogo, a qualsiasi età, in qualsiasi condizione. Abbiamo tutti il diritto di entusiasmarci.





